Verrigni partner del Master della Cucina Italiana

Si è conclusa lo scorso 16 giugno a Creazzo l’edizione 2017 del Master della Cucina Italia con la consueta e suggestiva cerimonia di chiusura che ha visto protagonisti non solo i 16 ragazzi (14 ragazzi e 2 ragazze) aspiranti e futuri chef ma sopratutto la vera eccellenza della cucina italiana.

Il Comitato Scientifico ha scelto un grande professionista, Alfonso Iaccarino del famoso ristorante pluristellato “Don Alfonso 1890” di Sant’Agata sui Due Golfi (NA), per la Lectio Magistralis “Quando il Cibo è Vita”; un esempio di vocazione, talento e grandissima esperienza per la ristorazione di qualità.

Nel suo intervento lo chef Iaccarino ha ripercorso alcune tappe salienti della sua storia di successo, costellata di tante scelte controcorrente:da quella di dedicarsi esclusivamente, con la moglie Livia, al ristorante Don Alfonso 1890 a quella di creare, negli anni 90, una propria azienda agricola biologica e privilegiare sempre le materie prime del territorio, valorizzando quelle produzioni che rispettano i processi naturali, la biodiversità e il lavoro dell’uomo.

L’importante è essere tenaci nel perseguire i propri sogni dice lo chef aggiungendo:

“L’uomo è fortunato quando riesce a fare ciò che ama. Io questo lavoro me lo sono scelto, me lo sono creato e ho combattuto per farlo al meglio”

E poi, ancora, l’attenzione alla natura e alla biodiversità

“Voi che sarete i futuri cuochi dovete trasmettere il valore delle piccole produzioni, della ricerca del genuino”.

Una ricerca, quella della cucina della salute, fondamentale nel percorso di Iaccarino e per il comitato scientifico del Master che seleziona con particolare attenzione le materie prime e i produttori partner tra cui ci siamo anche noi: Verrigni; onorati di essere presenti in un contesto così importante di formazione e sopratutto felici di far conoscere un prodotto davvero  artigianale e di grande qualità come la nostra pasta fatta con grano esclusivamente italiano.

TRE VOLTE PACCHERO VERRIGNI Master della Cucina Italiana 2017

Tutti i membri del comitato scientifico: Sergio Rebecca (presidente di Esac Spa), Massimiliano Alajmo (chef 3 Stelle Michelin), Mauro Defendente Febbrari (medico e nutrizionista) e Raffaele Alajmo (CEO di Alajmo Spa) hanno dato messaggi/consigli differenti ai ragazzi giunti alla fine del percorso di formazione ma sono stati unanimi nel affermare che:

“Questa scuola è nata per essere piccola, agile, senza condizionamenti. Il nostro obiettivo non è indottrinare i ragazzi ma far conoscere loro personalità diverse e libere, perché loro stessi acquisiscano quell’apertura mentale che rende liberi di scegliere e consapevoli del proprio futuro”.

Questo è quanto si chiede agli allievi del Master della cucina Italiana, che ora porteranno questi stimoli nel loro percorso professionale.

 

Il Master della Cucina Italiana è il più ambito percorso di alta formazione culinaria a livello nazionale. Un vero e proprio punto di riferimento per i giovani che desiderano intraprendere la carriera di chef e per i ristoranti d’eccellenza alla ricerca di giovani professionisti dotati di grande competenza ed esperienza nel settore. Un percorso formativo di alta specializzazione, con la partecipazione dei migliori chef, professionisti di gastronomia, pasticceria e sommellerie. Il Master è diviso in due fasi: una prima fase residenziale della durata di 5 mesi, in cui gli studenti frequentano lezioni sia teoriche che pratiche; una seconda fase pratica in cui agli studenti hanno la possibilità di svolgere almeno 4 mesi di tirocinio in un prestigioso ristorante italiano. Il master vanta un primato assoluto: ben il 95% dei giovani chef entra nelle cucine dei migliori ristoranti stellati, sia italiani che internazionali.

Contemporaneamente alla chiusura dell’edizione 2017, si aprono ufficialmente le iscrizioni al Master della Cucina Italiana 2018, che prenderà il via il 15 gennaio e sarà ancora riservato ad un massimo di 20 allievi. Nelle prossime settimane si raccoglieranno le candidature, che poi saranno sottoposte ad una attenta selezione, al termine della quale verrà creata una nuova, promettente, “brigata di allievi”, pronta per affrontare questo impegnativo percorso nell’alta formazione.

Info sull’edizione 2018 in questo link www.mastercucinaitaliana.it

Chef in Cucina: Gianni Dezio interpreta Verrigni

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Italo Venezuelano dopo aver vissuto per anni a metà tra la sua amata Atri e Calabozo, non ha resistito al fascino del Bel Paese e alla fine ha scelto di restare proprio dove è cresciuto e dove sono le sue radici. Giovane e di grande talento dopo la laurea in Scienze del turismo, si è fatto le ossa prima nel ristorante materno vicino Caracas poi, per un paio d’anni, in un hotel dal sapore più internazionale ma che dopo un po ha cominciato a stargli stretto.

“È stato allora che ho sentito il bisogno di compiere un salto di qualità, potevo andare ad Alma o da Niko e ho scelto l’Abruzzo. Mi ha segnato tantissimo, a cominciare dal pane, che in Venezuela è secondario. Soprattutto mi ha trasmesso concetti e riflessività, più che tecniche specifiche; che un dolce deve pulire, per esempio, o che il menu deve partire dall’amaro o dall’acido. Tutto il senso dell’adesione a un territorio”

La sua cucina racconta i sapori della tradizione e l’anima di un territorio, innovando con genialità piatti dagli ingredienti popolari, ma dall’elevata qualità. Il suo ristorante ad Atri TOSTO dall’atmosfera intima e informale è il suo rifugio, il posto giusto dove potersi abbandonare ai sapori di una cucina autentica, semplice ed elaborata allo stesso tempo; un luogo dove riscoprire quei prodotti locali che a volte si tende a sottovalutare ma che rappresentano un tesoro prezioso di cui una regione come l’Abruzzo è davvero molto ricca. Gianni Dezio è senza alcun dubbio uno tra gli chef più talentuosi d’Abruzzo che ha puntato tutto sulla qualità e sul territorio. E proprio per rilanciare il territorio abruzzese, i suoi talenti e le sue eccellenze che, dallo scorso lunedì 27 marzo su Rete8, canale 10 del digitale terrestre, sono in onda le nuove puntate di “Chef in cucina“. Protagonisti saranno 6 famosi chef abruzzesi e la pasta Verrigni con i suoi formati speciali con i quali ciascun chef realizzerà 5 diverse ricette. A condurre ogni puntata la bellissima e bravissima Jennifer Di Vincenzo. Continue reading

VERRIGNI AL TASTE 12 DI FIRENZE CON IL GRANO ITALIANO, BIOLOGICO E BIODINAMICO

 Dall’11 al 13 marzo saremo alla stazione Leopolda di Firenze stand B 14 per la dodicesima edizione di Taste,  un appuntamento unico ed esclusivo per selezione, qualità ed eleganza dei contenuti.
Quest’anno oltre ai formati trafilati in oro e ai nuovi “quadrati” (pennotta, maquadro e qubetto) che hanno reso ancora più vasto e originale il panorama Verrigni, l’attenzione dell’azienda torna in modo efficace sulla materia prima biologica e biodinamica.
Di ritorno dal Biofach di Norimberga, dove la gamma farro, Senatore Cappelli, Kamut e Demeter ( da agricoltura biodinamica) hanno riscosso notevole successo, Verrigni ancora una volta guarda attentamente alla salubrità del buon cibo quanto alla sua bontà.
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Dieci anni fa iniziava la “battaglia” del grano duro italiano del quale ora tutti parlano, finalmente… oggi emerge  la consapevolezza che un’agricoltura più sana fa bene e che bio significa salute.
Ciò che mangiamo rappresenta un investimento nel nostro futuro, per questo al Taste anche la linea biologica va raccontata, spiegata  e proposta per rassicurare il consumatore sull’importanza di selezionare prodotti realizzati con ottime materie prime, frutto di un lavoro attento e consapevole,  possibilimente a chilometro zero.
Proprio quest ultimo concetto è alla base del progetto “LA PASTA DEL TRATTURO“, che vede grano pugliese Cappelli pastificato da Verrigni garantendo la totale tracciabilità sulle orme delle greggi che, durante la transumanza, collegavano queste due regioni vocate alla produzione di grano, alla pastorizia e alla pastificazione.
Insieme alla pasta  Verrigni i  “non solo pasta”  – prodotti per lo più abruzzesi selezionati dall’azienda con competenza ed attenzione – e  la pasta  Verrigni Valentini  che prosegue il suo corso nel sostegno dell’agricoltura abruzzese ed italiana per un vero made in Italy di qualità.  Da fine marzo la nuova produzione frutto della trebbiatura 2016.
Vi aspettiamo!

Verrigni torna al BIOFACH 2017 di Norimberga

Torna a Norimberga dal 15 al 18 febbraio l’appuntamento con BioFach, la fiera internazionale del mondo biologico.

Il Salone Leader Mondiale degli Alimenti Biologici BIOFACH e il Salone Internazionale della Cosmesi Naturale VIVANESS saranno nuovamente insieme nei padiglioni del Centro fieristico di Norimberga. Il congresso BIOFACH punterà i riflettori sui temi della varietà e della responsabilità ma anche su quelli relativi alla sostenibilità, alla politica e alla scienza. Mentre il congresso VIVANESS sarà focalizzato su quattro aree tematiche: mercati ed analisi, commercio e vendita, customer insight e comunicazione e infine design e performance. Per il 2017 sono stati pensati quattro cluster tematici: “Novità e tendenze”, “Provare e scoprire”, “Sapere e imparare” e “Conferenze”. La continua crescita del settore biologico negli ultimi anni ha dato valore e opportunità a tanti nuovi operatori e ha incontrato le richieste dei consumatori.  I prodotti da agricoltura biologica proposti, provengono sia dai Paesi Europei che da quelli Extraeuropei. Olfatto,  udito, vista, gusto, tatto – immergersi con tutti i sensi in un’atmosfera di fiera leader a livello mondiale per il settore biologico dove Verrigni non poteva mancare.

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Dal 15 al 18 febbraio 2017 l’Antico Pastificio Artigianale abruzzese Verrigni, dopo qualche anno di assenza, torna ad esporre i suoi nuovi formati di pasta biologica oltre alla linea Demeter che rappresenta la costante attenzione anche all’agricoltura biodinamica. Biologico per Verrigni non è solo un’etichetta bensì una convinzione, uno sguardo attento alla qualità ed alla salute. I nuovi formati realizzati con grano Cappelli, farro e kamut si distinguono per bontà, per le forme particolari  e per la lavorazione a bassa temperatura che rispetta le materie prime non alterandole e conservandone fragranza e caratteristiche organiche.

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Biofach sarà anche occasione per presentare il progetto Verrigni – Daunia&Bio LA PASTA DEL TRATTURO. Una pasta realizzata con grano Cappelli che proviene dalla regione della Daunia in Puglia ed attraverso l’antico corso del tratturo giunge e viene lavorato in Abruzzo da Verrigni.
BIOLOGICO SECONDO VERRIGNI

Verrigni vanta una lunga tradizione nel campo del biologico; la produzione di pasta biologica infatti inizia verso la fine degli anni settanta quando soltanto in alcuni mercati esteri  si presta attenzione a affinché le materie prime corrispondano alle esigenze di una dieta che prediliga semole di grano duro (ma anche farro, Kamut ed altre sementi particolari) biologico coltivato cioè senza concimi chimici, diserbanti, pesticidi ed anticrittogamici .Tali materie prime forniscono all’organismo sostanze naturali indispensabili per una corretta ed equilibrata alimentazione, specie nella linea integrale. Per queste ragioni il pastificio abruzzese spinge fortemente l’utilizzo del solo prodotto biologico per realizzare i suoi formati di pasta integrale: integrale significa appunto usare il chicco nella sua interezza, guai a pastificare con la superficie esterna di un chicco trattato chimicamente nei campi, di salutare avrebbe ben poco.L’essiccazione, sempre a bassa temperatura con conseguenti lunghi tempi di preparazione,, contribuisce  a non alterare le caratteristiche naturali dei grani   evitando che si inneschino meccanismi di trasformazione dell’amido che sono antitetici alla filosofia salutista del mondo biologico ( ma anche degli appassionati della buona cucina).

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La selezione e le miscele dei migliori grani duri, l’utilizzo dell’acqua pura del Gran Sasso d’Italia e delle trafile in bronzo ed oro,  il metodo di lavorazione, necessario per conservare integra la struttura amidacea della pasta (preservando i naturali processi di micro-fermentazione) tutto  dona  il  sapore della buona pasta di una volta ai prodotti Verrigni,  garantendo superbamente la capacità di assorbimento dei condimenti. Naturale genuinità, caratteristico sapore, alto valore nutritivo, introducono, a buon diritto, la “Pasta Verrigni” nella rosa delle migliori paste italiane e il suo consumo, sempre più crescente anche in molti paesi europei ed extraeuropei, è la testimonianza palese della bontà del prodotto. Verrigni ha conseguito la certificazione IFS con il più alto punteggio possibile HIGHER GRADE entrando di buon grado nel panorama delle aziende storiche ma adeguate al loro tempo.

Pasta Verrigni e non solo al primo #verrignitour in Abruzzo

di Monica Bergomi (da La luna sul cucchiaio)

Alcuni odori restano nella memoria, sono quelli che ti invadono nel profondo fino a percepirne il sapore. Non c’è niente di più memorabile di un semplice odore di pasta in grado di far scorrere davanti agli occhi le immagini dei campi di grano maturo con le spighe che si muovono al vento. La storia della pasta è una storia lunga secoli durante i quali l’oro dei mugnai si è trasformato nel piatto forte della tradizione millenaria.
Dosaggio, impasto, estrusione, trafilatura ed essiccazione. Queste le fasi di un processo in cui l’ingrediente principale è la passione.

La pasta ha una sua personalità: trafilata, dura o tenera, avvolgente, larga o stretta, ed è esaltata dal condimento. Entrambe concorrono al successo di un piatto. La pasta un po’ di più: non c’è sugo che tenga, se la pasta non ha carattere, spessore e forma.
(Luciano De Crescenzo)
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E mentre verso la pasta nell’acqua giunta a bollore quel profumo di grano mi fa rivivere lo splendido viaggio nel mondo della pasta Verrigni, un’esperienza diversa il primo VERRIGNITOUR in cui è proprio lo splendido prodotto dell’ Antico Pastificio Rosetano a raccontarsi attraverso la simpatia e la semplicità di Francesca Petrei Castelli che dal 2007 con Gaetano Verrigni, terza generazione della famiglia di pastai, decidono di rilevare interamente marchio e azienda dai parenti e dare una svolta all’Antico Pastificio Rosetano, iniziando con un restyling grafico che riporta in auge il nome di famiglia e un packaging inedito.

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L’antico pastificio, alle porte di Roseto degli Abruzzi, ha iniziato a produrre pasta nel 1898, essiccandola al sole d’estate, su canne di bambù, e in ‘camerini’ con ventilatori e fonti di calore d’inverno. Negli anni ’60, il pastificio Verrigni, nonostante la produzione si mantenga su livelli di artigianalità e il mercato rimanga locale, si sposta in una sede più grande, la stessa attuale, e si dota di nuovi macchinari che, in neanche vent’anni, permettono a Verrigni di crescere e orientarsi tipicamente alla produzione conto terzi.

Dal 2008 decide di puntare inderogabilmente sul grano duro italiano, in parte proprio, coltivato nell’azienda agricola di Francesca, in parte acquistato da coltivatori di fiducia delle regioni limitrofe, in parte perfino quello biologico dell’amico Francesco Valentini. Non mancano varietà come Kamut e Senatore Cappelli proposte in purezza. Il grano viene poi macinato a pietra in mulini di fiducia, sempre nei pressi delle coltivazioni, e la semola impastata con la sola acqua proveniente dalle sorgenti del Gran Sasso talmente pura da poter essere definita oligominerale. Il ciclo produttivo è lo stesso delle origini, ma con piccole ottimizzazioni sulle tempistiche, sulle temperature e sugli stessi macchinari, che però ancora gli stessi degli anni ’60.

Il segreto dei prodotti del pastificio Verrigni è nelle lavorazioni, le stesse di 50 anni fa. L’essiccazione avviene a bassa temperatura 45/50°C in movimento e non su vassoi statici, questo permette un’essiccazione veramente uniforme sull’intera produzione ed evita le microfermentazioni che potrebbero affliggere la pasta. Qui il processo dura dalle 20 alle 60 ore a seconda del formato. Subito dopo la trafila la pasta viene sottoposta a un processo di estrazione dell’umidità presente sulla superficie della pasta, il che permette all’umidità interna di passare all’esterno durante la fase di riposo che precede l’essiccazione.

A proposito di trafila, tutti i formati di Verrigni sono trafilati al bronzo, ma il pastificio rosetano è anche l’unico al mondo a proporre formati di pasta trafilati in oro.
lo Spaghettoro poi il celebre Fusilloro e nel 2011 i Quadri, rivisitazione dei maccheroni ma con sezione quadrata, per così dire spigolosa che regalano nuove sensazioni di masticabilità alla pasta. Si resta incantati ascoltando Massimo Di Felice, quality manager del pastificio Verrigni, che coccola, nel vero senso della parola, l’intera produzione.

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Ma questo viaggio coinvolgente nel MOOD di Verrigni non è solo la pasta a fare da protagonista ma anche una serie di eccellenze agroalimentari abruzzesi legate a Verrigni da un patto solidale a vantaggio di chi ama le cose buone e fatte bene.

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Dall’olio extravergine d’oliva SOLAGNONE da leccina e tortiglione coltivate nell’Azienda Agricola di Francesca, la birra di farro e miele BIRROLO prodotta in esclusiva per Verrigni da Almond, le ormai dimenticate bottiglie di pomodoro, prodotto esattamente come si faceva un tempo con i dolci pomodori varietà pera d’Abruzzo, coltivati a Loreto Aprutino come il pregiato Tondino del Tavo autentico dall’Azienda Agricola di Fabio BELFIORE, fagiolo tondo a buccia sottilissima, pasta burrosa e sapore dolce e delicato.

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Il Tondino del Tavo fiorisce in piena estate, agosto inoltrato, per essere raccolto la prima decade di dicembre, tempo e umidità permettendo. Acqua del fiume Tavo e terreni collinosi fanno del Tondino del Tavo una vera eccellenza d’Abruzzo, non a caso da qualche anno è stata avviatala pratica per il riconoscimento della DOP. Raccolta, sgranatura e selezione avvengono rigorosamente a mano.

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Una full immersion nel VERRIGNIMOOD studiato nei minimi particolare da Francesca per regalare la gioia del condividere i sapori del suo Abruzzo: dalla pizzonta preparata dall’instancabile Assuntina, allo show cooking nella sua cucina con lo chef Daniele D’Alberto, co-titolare dei Ristorante BR1 Cultural Space a Montesilvano Colle.

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Perfetto lo Spaghettoro risottato all’ acqua di pomodoro, scampi e caprino, preparato in diretta ; dalla cucina alla taverna per la cena della tradizione: tante le chicche introvabili come il Pecorino di Farindola, fatto con caglio di maiale, la ventricina e il salame di fegato, frutto della ricerca di Luciano Passeri, pluripremiato campione della pizza, titolare della braceria gourmet di Sambuceto.

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Il delizioso timballo della tradizione preparato proprio da Francesca con le sue mani così come la pizza dolce al cioccolato e la prodigiosa genziana per digerire, gli spaghetti alla chitarra Verrigni con il sugo di pallottine amorevolmente cucinato da Marco Ricci blogger romano ma Teramano DOC e gli immancabili arrosticini cotti alla brace sulla canala, senza dimenticare i vini degli amici produttori Adriana e Fausto Galasso dell’Azienda Torre dei Beati, convertita al bio, di Loreto Aprutino: Trebbiano d’Abruzzo e Pecorino.

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Tra passeggiate nei campi, merende in campagna a base di saporosi fagioli Tondino del Tavo e bruschette al pomodoro,

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viaggi imprevisti in compagnia del prode autista Carlos, e una intera cena studiata su misura dallo chef Gianni Dezio nel suo locale bomboniera TostoBistro di Atri che ha visto protagonisti i prodotti firmati Verrigni, inclusi gli ultimi formati creati: pennotta e qubetto.

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Insomma un viaggio, questo primo VERRIGNITOUR che rifarei subito. Ma ora vado a scolare la pasta che a Francesca piace al dente.

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PRIMO VERRIGNI MOOD, ABRUZZO A TUTTA PASTA ( E NON SOLO…)

di Jolanda Ferrara (da Tesori D’Abruzzo)

Arte della pasta Verrigni. Benessere a tavola che diventa festa, atmosfera, food mood. Sua Pastità si è impressa così nella mente e nel cuore di quanti – amici, giornalisti e foodblogger – hanno preso parte al Verrigni Mood prima edizione, 7-8-9 ottobre. Una tre giorni intensa, golosa, entusiasmante, tutta da raccontare. Un viaggio sensoriale nel vero made in Italy della pasta abruzzese condita dalla meraviglia di scoprire un po’ di verde, autentico, Abruzzo, lontano dai clamori mediatici. Un percorso per cultori del buono, buonissimo, da mangiare e da bere, attraversandoo le colline atriane e poi quelle vestine. L’affaccio sul mare a segnare la strada maestra, il punto nevralgico da cui tutto prende forma e consistenza, l’Antico Pastificio Rosetano Verrigni 1898,sulla via Salara a Roseto degli Abruzzi. Diretta con nuovo slancio da Francesca Petrei Castelli e Gaetano Verrigni, l’azienda è oggi impegnata a coniugare tradizione e sperimentazione a tavola. Da una parte ricerca tecnologica e nomi dell’alta ristorazione gourmet. Da Alessandro Roscioli, primo della lunga serie, a Igles Corelli, passando per Bottura, Saddler, Romito.. Tanti gli estimatori delle performance dei maestri pastai Verrigni. Sull’altro fronte produttori custodi e amici che condividono la totale attenzione all’alta qualità. Nicchie di eccellenza agroalimentare autenticamente abruzzese, stretti a Verrigni in un patto solidale a tutto vantaggio del consumatore più attento e raffinato.

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Il primo Verrigni Mood è stata un’esperienza immersiva nell’Abruzzo da gustare. Da scoprire nella sua originaria, ammaliante bellezza. Una passione crescente che Francesca Petrei Castelli, carismatica leader del marchio rosetano, ha voluto condividere con i selezionati ospiti del Verrigni Mood. “Perchè lavorare può essere divertente e noi ci siamo divertiti” dichiara convinta nella valanga di post che hanno accompagnato momento per momento l’incontro, dall’organizzazione (certosina) allo svolgimento. Un crescendo di emozioni culinarie, e non solo, che ancora ne racconta il clima di grande empatia subito instaurato. Un risultato meritato, frutto di grande passione per il lavoro, la qualità, il territorio. E dono dell’accoglienza. Valori assoluti che Lady Francesca ha saputo comunicare con calore e stile sempre impeccabile. Testa e cuore del Verrigni Mood, eccola circondata di ammirazione e simpatia dal gruppo di social-seguaci.

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Spaghettoro all’ acqua di pomodoro scampi e caprino, preparato in diretta da Daniele D’Alberto, il giovane chef co-titolare di Br1 Cultural Space a Montesilvano Colle. Un piatto elegante, fresco e delicato, che apre la lunga sequenza di assaggi d’autore pensati per gli speciali ospiti. Si sta tutti attorno al tavolo della cucina di Francesca, in campagna tra Atri e Pineto. Cornice calda, accogliente, informale. Che subito funziona da collante tra il gruppo.

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Agile e sicuro del suo operato, chef D’Alberto va dritto al sodo. La scelta del classico formato, lo Spaghettone trafilato in oro, rivela in diretta le qualità superiori della pasta artigianale Verrigni. La trafilatura in oro rende questo formato unico al mondo, inarrivabile. Un trionfo dell’ artigianato pastaio tutto made in Italy. Che si esalta in cottura: porosità, rilascio di amido “vivo” in fase di mantecatura, leggerezza. La freschezza dell’acqua di pomodoro, scampo crudo, caprino e l’emulsione verde al basilico qui fanno il resto. Piacere per la vista, festa per il palato. Che prosegue con una cena servita in taverna tra pizze fritte (preparate dalla laboriosa Assuntina), olive ripiene, selezione di formaggi e salumi, timballo e chitarra (Verrigni) alla teramana, arrosticini e pizza dolce. Il vino è quello degli amici produttori Adriana Galasso e Fausto, azienda Torre dei Beati, convertita al bio in Loreto Aprutino, cuore nobile del vino d’Abruzzo. Nei calici i quotati Bianchi grilli per la testa, Trebbiano d’Abruzzo “un po’ diverso” e sicuramente poetico; il morbido e floreale Pecorino Giocheremo con i fiori, e il Montepulciano doc Mazzamurello, carico di gusto.

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La visita con assaggio guidato nelle sale di produzione del pastificio a Roseto, per rendere l’idea di made in Italy secondo Verrigni. Tutto ruota intorno alla scelta della materia prima, il profumo in cui ci si ritrova immersi è quello del grano italiano. La ricerca della qualità è a tutto campo. L’acqua impiegata per impastare arriva leggera dalle sorgenti del Gran Sasso, l’essicazione è lenta in camerini mobili e a bassa temperatura. La lavorazione in sala di produzione non è semplicemente industriale ma fatta “con l’aiuto” delle macchine e seguita passo passo, spiega lady Francesca. Controllo visivo, tattile, olfattivo da parte delle maestranze. Cura artigianale che sconfina nel confezionamento. Design packaging moderno, accattivante. E’ l’ora dell’ “Assoluto di pasta”. Massimo Di Felice, quality manager del pastificio Verrigni, invita all’assaggio della pasta fine a se stessa, “il modo più diretto per riconoscerne la qualità prima del condimento”.

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Dopo il brunch in azienda – protagonista lo Spaghetto al volo, tempo di cottura di 3 minuti grazie alla particolarissima forma a fiore trilobato – la festante brigata è attesa per la merenda in aperta campagna. A Loreto Aprutino. Per la precisione, la località si chiama Fonte Maggio e merita la citazione in quanto rinomata per la qualità dell’acqua. Che per il Tondino è motivo assoluto di distinzione, racconta Fabio Belfiore, agricoltore custode con la sua famiglia. Dopo la visita guidata dall’agronomo Giovanni De Lucia allo spettacolare campo di fagioli, verze e pomodori, si passa all’assaggio. Burroso il Tondino all’insalata condito con olio crudo aziendale (Dritta loretese va da sé); dolce e vellutata la passata di pregiato Pera d’Abruzzo, accompagnata da pane e olio, salumi e vino (bio) di casa. foto-merenda-belfiore-740x555foto-merenda-740x555

L’azienda è un fiore all’occhiello del co-branding lanciato da Verrigni con la linea “Non solo pasta”. Oltre al seme originario conservato gelosamente per generazioni, e alla pratica agronomica, i Belfiore detengono il quantitativo maggiore di produzione di Tondino del Tavo. Produzione artigianale e limitata, conferma Fabio: è la nonna Almerinda, 83 primavere, a selezionare ancora oggi a mano i fagioli. Oggi un prodotto esclusivo grazie alla trainante sinergia. Marketing virtuoso in difesa e valorizzazione del vero Made in Abruzzo. Nella selezionata cordata dei “Non solo pasta” spiccano inoltre il Birrolo al farro e miele ( ricetta segreta affidata al microbirrificio artigianale Almond’22), e Solagnone, l’olio extravergine d’oliva di casa Verrigni. E il paniere è prossimo ad accogliere nuovi arrivi. Nuove occasioni per esplorare l’Abruzzo più magico.

A cena da Tosto bistrot, centro storico di Atri. Lo chef Gianni Dezio sfodera tutto il suo savoir faire mandando a tavola i nuovi formati quadrati Verrigni: Pennotta quadrata con cimette, ricotta di pecora e gambero crudo, e Qubetto con fagioli Tondino del Tavo e pancetta croccante; un posto d’onore per Sua Pastità Spaghettoro, accompagnato da crema di pistacchi e capperi.

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Gran finale con il brunch domenicale da Foconè, a Sambuceto, braceria gourmet di Luciano Passeri, pluripremiato campione della pizza. Che qui presenta in più irresistibili farciture, impasti a regola d’arte e farine naturali garantite, come tiene a sottolineare. Non manca ovviamente l’assaggio dell’altra straordinaria specialità Verrigni, il Fusilloro trafilatto in oro. Qui mantecato con zucca bio e pecorino di Farindola.

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Ultimo selfie con il richiestissimo Birrolo e il sentito arriverderci a presto. “Sceglieteci per divertimento piuttosto che per tradizione” incoraggia Lady Francesca. Raccomandazione superflua. L’allegria della pasta è nel cuore e nella mente. E gli amici del Verrigni Mood sono già lì che aspettano il prossimo giro…

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#Verrignimood prima puntata: quando la pasta profuma di grano by Giampatv

Profuma di grano, dal 1898 è la pasta d’Abruzzo ed alcuni formati sono trafilati in oro. È la pasta Verrigni, conosciuta e apprezzata da tanti chef e dai gourmet più appassionati. Ho avuto modo di conoscerla negli scorsi anni, ma ho avuto modo di approfondire la conoscenza la settimana scorsa nel corso del piacevole press tour (#Verrignimood) organizzato dalla “capitana” dell’Antico Pastificio Rosetano, Francesca Petrei Castelli. Non si è trattato solo di un press tour, ma di una approfondita esplorazione all’interno di un territorio forse poco conosciuto, ma decisamente ricco di prodotti di eccellenza. Nella “tre giorni” di #Verrignimood, insieme ai colleghi della stampa ed alcuni competenti foodblogger, ho avuto modo di conoscere tante curiosità sulla pasta, ma anche su altri prodotti. Francesca, infatti, è una di quelle donne imprenditrici vere; un esempio per l’Italia di come si può, partendo dall’artigianalità della sua pasta, apprezzata da chef autorevoli e competenti in tutto il mondo, fare sistema sul territorio, recuperando alcune produzioni “non solo pasta” che valorizzano le coltivazioni locali. Francesca e la sua pasta hanno fatto negli anni da volano per tutto il territorio, portando alla ribalta di manifestazioni alcune produzioni di nicchia che si stavano perdendo. Sono state recuperate le coltivazioni dei pomodori pera d’Abruzzo e del fagiolo tondino del Vado. Fare sistema in Italia non è sempre facile, anzi. A Francesca va riconosciuto il merito di essere un’instancabile punto di riferimento tra tutti i soggetti in campo nell’agroalimentare di qualità della zona. Bravissima. Tra le produzioni supportate dal sistema la birra (prodotta in collaborazione con Almond), l’olio extravergine, le conserve di pomodoro e vini di qualità.

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Ma andiamo per ordine e partiamo dal primo giorno. Abbiamo iniziato subito alla grande con uno “Spaghettoro”, trafilato in oro, preparato in una suggestiva location dallo chef Daniele D’Alberto del Ristorante BR1 con acqua e salsa di pomodoro, scampi, caprino e basilico. Il piatto, cucinato in diretta sotto i nostri occhi, ha rappresentato un susseguirsi di sapori forti e distinti, tutti amalgamati in maniera equilibrata con lo spaghetto a far da protagonista. Onore al merito al cuoco che ha saputo valorizzare la pasta con alcuni ingredienti del territorio e tecniche di cucina interessanti, come l’acqua di pomodoro e la salsa, preparata nel modo classico. Bravissimo lo chef: torneremo a trovarlo.

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Dopo questo antipasto, abbiamo preso parte alla cena di benvenuto con un menù tutto abruzzese tra cui antipasto di salumi locali (notevole il salame di fegato!)  e alcuni formaggi locali, tra cui uno dei miei preferiti: il pecorino di Farindola. E ancora la pasta della pizza lievitata fritta, le olive ascolane fatte in casa (strepitosamente buone).

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Due grandi primi si sono contesi la scena, uno più buono dell’altro. Francesca ha preparato il classico timballo di crespelle, rigorosamente “home made” come vuole la tradizione. Un concentrato di sapori del territorio che ti mette in pace con mondo. Non poteva mancare lo spaghettone Verrigni: interpretato da Marco Ricci con le pallottine (Marco ha collaborato egregiamente all’organizzazione del tour). Le pallottine sono delle polpettine di carne piccolissime. Preparate rigorosamente a mano con pazienza e tenacia e cotte insieme al sugo di pomodoro, conferiscono sapore sostanzioso e un condimento ideale che sposa benissimo questo spaghetto. A seguire i classici arrosticini di pecora, cotti alla perfezione da un maestro locale specializzato nella cottura: le carni risultano succulente e saporite. Ottimi gli abbinamenti vini, forniti dalla cantina Torre dei Beati. Non è mancata la Birra Verrigni “Birrolo” e un assaggio del profumo d’ambiente Verrigni (ma io me lo sono anche spruzzato addosso e personalmente lo trovo ottimo da “indossare”) prodotto da Profvmvm di Durante – Roma. Alla fine il digestivo: il liquore alla genziana fatto in casa con una ricetta segreta e dal sapore intenso ma diverso dal solito.
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Per finire la pizza dolce tipica locale, che ha concluso un pasto molto ricco ma di qualità. Nei prossimi giorni vi faremo scoprire le tappe successive del tour. Le sorprese non mancheranno: parleremo delle differenze con la pasta “industriale” e di alcune particolarità. Dietro alla pasta c’è davvero un mondo e sarà un piacere raccontarlo passo passo. Vi racconteremo del nostro incontro con la materia prima e con uno speciale imprinting olfattivo.

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(dal sito www.giampatv.com)

Contest per dare un nome ai nuovi formati di pasta Verrigni: partecipa entro il 30 maggio!

Nel 2008, in occasione del 110° compleanno dell’antico pastificio rosetano Verrigni, sono nati Spaghettoro e Fusilloro, che hanno portato sulla vostra tavola la prima e unica pasta trafilata in oro.

Quattro anni dopo, abbiamo acceso la vostra fantasia con i primi formati quadrati, sempre trafilati in oro: Soqquadri, Ri Quadro e Pi Quadro.

Il 2015 è stato il momento dello Spaghetto al Volo: grazie a un magico segreto riesce a permeare l’acqua più velocemente e quindi rende la cottura più rapida.

Cosa ci aspetta in futuro? Scopriamolo insieme!

Nessuno meglio di chi ogni giorno gusta sulla propria tavola i prodotti Verrigni è in grado di scegliere un nome per descrivere un nostro formato di pasta! Per questo abbiamo deciso di far scegliere a voi i nomi di due nuovi formati quadrati…

 

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Il tubetto quadrato alias…

Inviateci la vostra proposta su francesca@verrigni.com o commentando sul profilo Facebook Verrigni

la penna quadrata alias…

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Entro il 30 maggio selezioneremo i vincitori: in premio una fornitura molto variegata di pasta Verrigni e la pubblicazione di una loro ricetta tra sul sito e i nostri social!

 

Verrigni al Cibus di Parma con le sue “spigolose” novità

Dal 9 al 12 maggio alla Fiera di Parma – padiglione 6 stand G46 – l’Antico Pastificio Rosetano-VERRIGNI espone tutta la sua vasta gamma di prodotti ed in particolare i nuovi formati quadrati.

Quattro anni fa dalla costante ricerca di innovazione nella tradizione nacquero i formati quadrati: Soqquadro, Ri-quadro e Pi-quadro, ispirati al notissimo spaghetto quadrato tipicamente abruzzese e di centenaria tradizione denominato “Chitarra abruzzese”. Oggi gli ottimi grani esclusivamente italiani che il pastificio abruzzese seleziona per la sua produzione si declinano nel Tubetto quadrato ed in altri tre formati che saranno presto disponibili in commercio, tutti a caccia di nuovo “battesimo” anche grazie ai suggerimenti degli appassionati della pasta VERRIGNI. A questo proposito l’azienda lancerà un contest sul sito www.verrigni.com per selezionare le proposte più originali sui nomi da attribuire ai nuovi formati.

VERRIGNI si caratterizza per l’originalità e la ricerca, forte di una tradizione pastaia che risale al 1898 in una terra vocata a questo prodotto semplice ed essenziale. Solo l’anno scorso lo “Spaghettoalvolo” (cottura 2 minuti), ha rappresentato un’utile soluzione per l’alta ristorazione che richiede tempi di cottura contenuti ma altissima qualità della materia prima e della lavorazione. Risale al 2008 invece il primo formato trafilato in oro, “Spaghettoro”, seguito poi da “Fusilloro” e da altri tre formati che ancora oggi annoverano il pastificio di Roseto degli Abruzzi (Teramo) come unico al mondo a trafilare la pasta in oro.

Scelta dai migliori Chef italiani e internazionali, VERRIGNI promuove con la linea “Verrigni-Valentini” il vero made in Italy; materia prima italiana, lavorata in Italia, nel rispetto della massima tracciabilità, consapevole che il grano duro prodotto nel nostro Paese è assolutamente e tradizionalmente ottimo per la pastificazione sotto ogni punto di vista.

A presentare i nuovi formati insieme a VERRIGNI sarà lo Chef stellato abruzzese Marcello Spadone, autorevole interprete della cucina abruzzese e di questa pasta ormai cara agli Chef.

Saremmo lieti di accogliervi al nostro stand che osserverà gli orari della manifestazione dalle 9,30 alle 18,00 per conoscenza o approfondimenti.

PER APPUNTAMENTI DURANTE LA MANIFESTAZIONE 085/9040269 info@verrigni.com possibilmente entro il 6 maggio p.v.

VERRIGNI A TASTE : FIRENZE 12/14 MARZO 2016

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VERRIGNI A TASTE

Firenze Stazione Leopolda ‪12/14  Marzo 2016
Verrigni – Antico Pastificio Rosetano  a Firenze anche quest’anno per proporre la sua pasta 100% da grano duro italiano ed i nonsolopasta (pomodoro, olio extravergine d’oliva, riso ecc ) utile corollario di altissima qualità, esempio di autentica sinergia tra aziende che condividono gli stessi valori.

La manifestazione è alla sua undicesima edizione e rappresenta sempre una selezione affidabile di piccole e medie imprese che si ritrovano per proporre vere e proprie specialità in vari comparti gastronomici.
Nella suggestiva Stazione Leopolda  in viale Fratelli Rosselli n.5 a Firenze , sabato e domenica  dalle 9,30 /19,30  e  lunedì fino alle ore 16,30 Verrigni propone al suo stand (B 48)  un assortimento dei formati che maggiormente caratterizzano l’azienda abruzzese e che troverete in parte al Taste shop quando avrete lasciato gli affollati corridoi degli espositori.
Non mancheranno i Fuori di Taste che offriranno piacevoli occasioni di assaggio della pasta Verrigni…

Al Colle Bereto Caffè in piazza Strozzi ‪dalle 19 alle 22 sabato e domenica Aperipasta e non solo…
Sabato dalle 19,30 alle 21,30 Verrigni nell’elegante  Plaza Hotel Lucchesi
Villa Cora ospiterà il brunch domenicale “il mondo non pasta”! Alessandro Liberatore propone dalle 12,30 Soqquadro, Pi-quadro, Paccheri Kamut e Tortilli con grande fantasia
Vi aspettiamo a Taste e…fuori di Taste!

#toflorencetotaste       #verrignimood

Per approfondimenti : www.verrigni.com    info@verrigni.com
Twitter: @fusilloro @verrignimood
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