Verrigni – Sua Pastità – Antico Pastificio Rosetano dal 1898

Lavorazione della pasta Verrigni

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Nei primi del Novecento la pasta Verrigni nasceva da semole macinate a pietra, naturalmente più ricche e integrali, ottenute da grani locali selezionati con cura.

L’impasto avveniva con l’acqua pura del Gran Sasso e l’essiccazione era affidata all’aria, con la pasta appesa alle tradizionali canne di bambù. Un processo semplice solo in apparenza, fondato su manualità, clima favorevole e conoscenza profonda della materia prima.

Oggi, a oltre un secolo di distanza, l’essenza di quella lavorazione è rimasta invariata: rispetto assoluto del grano duro italiano, controllo rigoroso di ogni fase produttiva e attenzione costante alla qualità finale.

Dopo la trafilatura in bronzo – e, per alcune linee, in oro – la pasta viene trasferita nei camerini mobili per l’essiccazione lenta a bassa temperatura, compresa tra i 45 e i 50 °C.

I tempi possono arrivare fino a 72 ore, in base allo spessore e al formato. Questo metodo riprende l’antica tecnica del “pre-incarto” e consente di preservare le caratteristiche originarie della semola: l’amido mantiene la propria struttura naturale, i processi fisiologici del grano vengono rispettati e il profilo aromatico rimane integro.

Il risultato è una pasta artigianale italiana dal sapore riconoscibile, elegante e persistente.

L’essiccazione in movimento rappresenta un elemento distintivo della lavorazione Verrigni. A differenza del procedimento statico, in cui i formati introdotti in momenti diversi nella cella di essiccazione possono avere leggere differenze nel ciclo iniziale, il sistema dinamico garantisce uniformità e continuità del processo.

Questa scelta tecnica incide direttamente sul gusto: la dolcezza naturale del grano viene valorizzata, conferendo alla pasta una particolare amabilità, apprezzata da chef, ristoratori e intenditori.

Croccante in cottura, equilibrata al palato, capace di trattenere il condimento senza perdere identità, la pasta Verrigni esprime una personalità precisa.

Entrando nello stabilimento si percepisce un intenso profumo di cereale, segno concreto di una lavorazione che non forza né altera la materia prima. Evitare temperature eccessive significa impedire trasformazioni indesiderate dell’amido, che potrebbe diventare colloidale compromettendo sapore e consistenza.

Per Verrigni l’artigianalità non è nostalgia, ma metodo: scegliere il tempo giusto, la temperatura corretta e il processo più rispettoso per offrire una pasta di alta qualità, espressione autentica della tradizione pastaia abruzzese. Il condimento completa il piatto, ma solo una pasta con carattere, struttura e identità può davvero sostenerlo.