Spaghettoro Verrigni Cacio e Pepe by Mirco Di Marcello

 

Grazie al nostro amico e ambassador Mirco Di Marcello  del blog OGGI CUCINA MIRCO per questa magnifica ricetta e per averci scelto.

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La pasta cacio e pepe fa parte di quei piatti della tradizione “povera” che non tramonteranno mai. Non a caso molti chef si rifanno a questi piatti, cercando di “osare” ma senza dissacrare la ricetta originale.

Gli spaghetti cacio e pepe sono un must nel Lazio ma non solo. Il gusto forte e inconfondibile del pecorino romano, si unisce al profumo e all’aroma del pepe appena macinato.

Inconfondibile, per questa ricetta, è la cremina che si forma e che da sapore al piatto.

Ci sono due filosofie di preparazione della pasta cacio e pepe e di questa crema: chi preferisce sciogliere il pecorino con acqua di cottura in una ciotola e versarla poi sulla pasta, chi, come me, preferisce portare la pasta a metà cottura e finirla in una padella, amalgamando i sapori mantecando direttamente in padella. Continue reading

Rigatoni di Kamut® Verrigni al ragù di polpo

Grazie alla nostra amica e fedelissima ambassador Monica Bergomi del blog La Luna sul Cucchiaio per questa magnifica ricetta e per averci scelto.

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Per questa ricetta ho utilizzato pasta di Kamut Bio formato rigatoni VERRIGNI trafilata al bronzo.

Verrigni vanta una lunga tradizione nel campo del biologico; la produzione di pasta biologica infatti inizia negli anni Settanta quando soltanto in alcuni mercati esteri si presta attenzione affinchè le materie prime corrispondano alle esigenze di una dieta che prediliga semole di grano duro, farro, Kamut biologico, coltivato cioè senza concimi chimici, diserbanti, pesticidi ed anticrittogamici. Tali materie prime forniscono all’organismo sostanze naturali indispensabili per una corretta ed equilibrata alimentazione, specie nella linea integrale.

L’essiccazione, sempre a bassa temperatura con conseguenti lunghi tempi di preparazione, contribuisce a non alterare le caratteristiche naturali dei grani evitando che si inneschino meccanismi di trasformazione dell’amido che sono antitetici alla filosofia salutista del mondo biologico ma anche degli appassionati della buona cucina.

Ho inoltre utilizzato i pomodori pelati varietà pera d’Abruzzo dell’azienda agricola Belfiore coltivati e conservati artigianalmente che insieme a Verrigni e ad altre eccellenze abruzzesi legate da caratteristiche assolutamente sinergiche di grande materia prima lavorata con altissima professionalità vengono commercializzate in co-marchio Verrigni nella propria rete vendita.

Tutte le info.: www.verrigni.com

Pasta al Kamut con ragù di polpo Continue reading

Spaghetto al volo Verrigni con crema di zucchine e sgombro marinato

Grazie alla nostra ambssador Monica Bergomi del blog LA LUNA SUL CUCCHIAIO per questa meravigliosa ricetta con il nostra Speghetto al Volo.


La pasta è qualcosa che scorre nelle nostre vene, un cibo che ci accompagna, ci sostiene, a cui attribuiamo simboli e ricordi che sfamano la nostra memoria oltre che il nostro desiderio di sazietà. Non c’è film o immagine che meglio possa rappresentare il cibo italiano che quella di una pignatta sul fuoco, dei pomodori sul tavolo con l’immancabile treccia d’aglio appesa.

Erroneamente si crede che la pasta debba essere cotta, se però ci pensiamo bene la pasta viene immersa in acqua e grazie al calore di quest’ultima da secca si ammorbidisce reidratandosi. Per questo processo non è quindi necessario che l’acqua sia in continua ebollizione ma passati un paio di minuti è possibile abbassare al minimo l’acqua o, meglio ancora, togliere dal fuoco la pentola come insegna il buon Maestro Gualtiero Marchesi. Come succede nella cottura di un pezzo di carne o di una verdura, si sigilla a fiamma vivace e si porta a cottura a fiamma dolce.

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“Soqquadro” Verrigni Cacio e Pepe con pecorino di Atri e Liquirizia by Gianni Dezio

Italo Venezuelano dopo aver vissuto per anni a metà tra la sua amata Atri e Calabozo, non ha resistito al fascino del Bel Paese e alla fine ha scelto di restare proprio dove è cresciuto e dove sono le sue radici. Giovane e di grande talento dopo la laurea in Scienze del turismo, si è fatto le ossa prima nel ristorante materno vicino Caracas poi, per un paio d’anni, in un hotel dal sapore più internazionale ma che dopo un po ha cominciato a stargli stretto.

“È stato allora che ho sentito il bisogno di compiere un salto di qualità, potevo andare ad Alma o da Niko e ho scelto l’Abruzzo. Mi ha segnato tantissimo, a cominciare dal pane, che in Venezuela è secondario. Soprattutto mi ha trasmesso concetti e riflessività, più che tecniche specifiche; che un dolce deve pulire, per esempio, o che il menu deve partire dall’amaro o dall’acido. Tutto il senso dell’adesione a un territorio”

La sua cucina racconta i sapori della tradizione e l’anima di un territorio, innovando con genialità piatti dagli ingredienti popolari, ma dall’elevata qualità. Il suo ristorante ad Atri TOSTO dall’atmosfera intima e informale è il suo rifugio, il posto giusto dove potersi abbandonare ai sapori di una cucina autentica, semplice ed elaborata allo stesso tempo; un luogo dove riscoprire quei prodotti locali che a volte si tende a sottovalutare ma che rappresentano un tesoro prezioso di cui una regione come l’Abruzzo è davvero molto ricca. Gianni Dezio è senza alcun dubbio uno tra gli chef più talentuosi d’Abruzzo che ha puntato tutto sulla qualità e sul territorio. E proprio per rilanciare il territorio abruzzese, i suoi talenti e le sue eccellenze che, dallo scorso lunedì 27 marzo su Rete8, canale 10 del digitale terrestre, sono in onda le nuove puntate di “Chef in cucina“. Protagonisti saranno 6 famosi chef abruzzesi e la pasta Verrigni con i suoi formati speciali con i quali ciascun chef realizzerà 5 diverse ricette. A condurre ogni puntata la bellissima e bravissima Jennifer Di Vincenzo. Continue reading

Frittelle di Spaghetti Verrigni con miele allo zafferano

Grazie alla nostra cara Monica Bergomi per questa buonissima ricetta.

http://www.lalunasulcucchiaio.it/

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Non ci sono dubbi: la pasta batte ogni altra pietanza per presenza sulle nostre tavole, ogni anno gli italiani ne mangiano poco meno di 26 chili a testa: tre volte più degli americani e cinque volte più di tedeschi e spagnoli.

I famosi spaghetti con la pummarola ci contraddistinguono in ogni angolo del pianeta.

Di certo questo cibo si può considerare un’ottima soluzione anche contro lo stress, il famoso comfort food per eccellenza che riesce a mettere di buonumore.

Inoltre la pasta contiene vitamine del gruppo B: soprattutto la B1 è fondamentale per il corretto funzionamento del sistema nervoso.

Senza dimenticare, a questo proposito, che dall’amido della pasta si libera  glucosio, che favorisce la sintesi della serotonina, il neurotrasmettitore che ci fa provare una sensazione di benessere.

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Spaghettoro Verrigni, aglio, olio, prezzemolo, anemoni di mare e un sorso di sake

 

Grazie allo Chef Antonio Bufi e al sito di Identità Golose per questa ricetta

(http://www.identitagolose.it/sito/it/167/15956/ricette-dautore/spaghetto-anemoni-e-sake.html?p=0)

L’idea dietro a questo piatto va di pari passo con la nostra idea di rivalutazione del territorio in cui operiamo, la Puglia, soprattutto quella che ha a che fare con l’utilizzo di ingredienti poverissimi e dimenticati, lontani dalle preparazioni mainstream, che tanto hanno contribuito a creare l’iconografia della nostra gastronomia. Abbiamo utilizzato un ingrediente comune tra la gente di mare e i pescatori ma ahimè dimenticato altrove: gli anemoni!

Nel leccese, soprattutto, venivano passati in farina e uovo e poi fritti. Noi facciamo una comunissima aglio olio e prezzemolo, nella quale facciamo finire di cuocere lo spaghetto che poi mantechiamo con gli anemoni e alla fine un goccio di sake Honjozo-shu che rende il sapore più rotondo e conferisce un’evoluzione all’assaggio. Mi piace molto utilizzare questo formato di pasta perché ha una struttura straordinaria, frutto di una trafilatura lentissima e dei grani utilizzati: la sua rugosità permette alla salsa di avvolgere tutto lo spaghetto, lasciando una sensazione di lussuria sulle labbra e al palato.

Spaghettoro Verrigni, aglio, olio, prezzemolo, anemoni di mare e un sorso di sake

Ricetta per 4 persone

Ingredienti
320 g Spaghettoro Verrigni
100 g anemoni di mare
150 g brodo di pesce precedentemente preparato (di cicale è l’ideale)
15 g succo di limone
pepe, olio, prezzemolo, pecorino romano a piacere

Antonio Bufi in un intenso primo piano di Danilo Giaffreda (Il Ventre dell'Architetto)

Antonio Bufi in un intenso primo piano di Danilo Giaffreda (Il Ventre dell’Architetto)

Procedimento
Staccare delicatamente gli anemoni dallo scoglio con una palettina o un coltellino (usare i guanti, sono urticanti!). Eliminare i tentacoli sotto l’acqua corrente e lasciarli spurgare. Frullare con 100 grammi di brodo di pesce freddo, olio, prezzemolo, pepe a piacere e il succo di limone.Intanto cuocere lo Spaghettoro in acqua bollente e salata per 7 minuti. In una padella, preparare un fondo con olio, uno spicchio di aglio intero, prezzemolo tagliato a julienne, lasciar rosolare leggermente e aggiungere i 50 grammi di brodo rimanenti. Emulsionare sulla fiamma e intanto scolare gli spaghetti e lasciarli cuocere per altri 5 minuti nell’emulsione così preparata. Lontano dal fuoco, saltare con la crema di anemoni e del pecorino romano.

Servire versando un goccio di sake nel piatto e lasciar mantecare direttamente dal commensale.

PROOF FOOD HONG KONG -Speghetti Verrigni with Bottarga

Menzione speciale dal sito web PROOF FOOD HONG KONG

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While bottarga – a Southern Italian delicacy made from salt-cured, air-dried grey mullet or tuna roe – may not be the most common ingredient to work with, it could be one of the easiest! Sold whole or grated, like this delicious example from Profood supplier Stefano Rocca, bottarga has an intense umami flavour and aroma that’s similar to anchovies, but slightly less salty, and with a silkier texture. The easiest way to showcase bottarga’s unique flavour is to mix it with garlic and breadcrumbs and add to pasta for an extremely quick and easy lunch dish.

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Zuppa di castagne e funghi porcini con il Qubetto Verrigni, pasta tutta italiana

Grazie Meris Carpis di Vaniglia&Cannella per questa buonissima ricetta.

Siamo arrivati al n. 2 di IFoodStyle, il magazine di IFood, ideato e pensato da persone entusiaste di fare parte di questo gruppo, che amano cucinare, sperimentare, studiare gli ingredienti che possono stare bene insieme, studiare set fotografici.

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Qui vi presento una delle mie due ricette, “La zuppa di castagne e funghi porcini con la pasta Qubetto” del Pastificio Verrigni”. La ricetta la trovate a pag. 143 del Magazine, sotto troverete il link.
Vi parlo del Pastificio Rosetano nel terzo capitolo del Romanzo “Amelia”. Siete stupiti?

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Maccheroni ripieni in brodo

Tra le innovazioni gastronomiche del Medioevo un posto particolare spetta a torte, tortelli, pasticci o pastelli, manufatti alimentari tanto semplici quanto geniali, dal duplice scopo di contenere e cuocere un ripieno.
Nel XII sec. le torte e i ravioli compaiono nel menù settimanale degli eremiti di Camaldoli che le definirono ironicamente come “creazioni golose”.
Certo la sottile sfoglia di pasta all’uovo che racchiude un delizioso ripieno, forgiata mille modi diversi, fa parte della nostra tradizione alimentare e non manca mai sulle nostre tavole. Ma perché non proporre in tavola una pasta secca farcita, per così dire un maccherone che crede di essere un raviolo?

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Spaghetti Verrigni al burro affumicato

ricetta di Salvatore Cozzolino

La pasta al burro è uno dei principali comfort food della maggior parte degli italiani. La trafilatura in oro Verrigni a differenza di quella in bronzo, dona alla pasta una particolare porosità, capace di esaltare al meglio qualsiasi sugo. Grazie all’affumicatura il burro assume tantissime sfumature di sapore. Per l’ affumicatura è possibile utilizzate varie spezie e erbe differenti, in modo da ottenere diverse sfumature di sapore.

 

Ingredienti per una persona

2 75 g di Spaghettoro Verrigni
25 g di burro di Agerola
n.1 rametto di salvia fresca
n. 2 cime di rosmarino
1 g di paprika affumicata
n.1 cucchiaino di foglie di thè nero indiano
n.1 cucchiaino di trucioli di legno
un pizzico di sale nero delle Hawaii

 

Preparazione

Iniziare con l’ affumicatura del burro, tritare il rosmarino e la salvia finemente, aggiungere la paprica affumicata, le foglie di thè nero e i trucioli di legno e mescolare il tutto. Versare il composto in una pistola affumicatore, facendo attenzione a sigillare con della pellicola il contenitore in cui verrà posto il burro, mettere in frigo, e lasciare affumicare per 24 ore. In caso in cui non si disponga di un affumicatore, è possibile ottenere lo stesso risultato mettendo le spezie in due fogli di carta argentata arrotolati per poi far scaldare i fogli sul fuoco per qualche minuto.
Trascorso il tempo di affumicatura, in una pentola capiente, portare a ebollizione l’ acqua e salarla, calare la pasta; in una padella larga far sciogliere il burro affumicato aggiungendo un cucchiaio di acqua di cottura della pasta. A metà cottura scolare la pasta facendo attenzione a conservare una parte dell’ acqua, continuare la cottura nella padella con il burro, aggiungendo un cucchiaio di acqua alla volta fino al completo assorbimento. Impiattare la pasta a nido al centro del piatto spolverare con un pizzico di paprika e qualche fogliolina di thè e qualche granello di sale nero delle Hawaii.

Tempo di preparazione: 24 ore

(dal blog www.lucianopignataro.it/)