Premio Zimei 2017: Verrigni “Moschettiere d’Abruzzo”

Sala gremita, attenta e a tratti commossa presso il “Grand Hotel Adriatico” dove si è tenuta la 13° Edizione del “Premio Zimei – Moschettiere d’Abruzzo” manifestazione nata nel 2005 con l’intento di affrontare ed evidenziare le problematiche delle classi più disagiate. Farlo dinanzi a chi ha avuto merito e fortuna di poter emergere rafforza tale impegno.
Negli anni hanno ricevuto, tra gli altri, il “Premio Zimei – Moschettiere d’Abruzzo: Remo Gaspari, Gianni Letta, Giovanni Legnini, l’ammiraglio Venturoni, Franco Marini, Marco Pannella, il Comandante della GdF Toschi, Carlo Delle Piane e il Prefetto Luigi Savina.

Quest’anno hanno riceveranno il riconoscimento: Giorgio Benvenuto già Segretario Generale UIL; Nicola Marini – giornalista Rai; On. Giuseppe Quieti; Bruno Pace – campione di calcio; Franco Pasqualone – storico vignettista; Mauro Cerasoli – matematico; Ennio Di Francesco – promotore del “Movimento per la democratizzazione e riforma della Polizia “; Marcello Spadone – Chef di fama mondiale; Antico Pastificio Rosetano Verrigni; Sezione “italiani all’estero”: Lucio Borsari – fotoreporter e “alla memoria” Andrea Gabriele – musicista e sound designer.

Al grande giornalista, primo direttore de “Il Centro”, UGO ZATTERIN è andato il “Premio Zimei – Moschettiere d’Abruzzo” – alla memoria. Ha ritirato il Premio il giornalista Lorenzo Colantonio. Per Geremia Mancini. “ Il Premio Zimei è oramai nel cuore degli abruzzesi. Negli anni abbiamo premiato le vere eccellenze del nostro territorio e affrontato con forza, determinazione e proposte le esigenze dei più deboli. Così è stato anche quest’anno.”

Geremia Mancini – Presidente onorario “Ambasciatori della fame”

Spaghettoro Verrigni Cacio e Pepe by Mirco Di Marcello

 

Grazie al nostro amico e ambassador Mirco Di Marcello  del blog OGGI CUCINA MIRCO per questa magnifica ricetta e per averci scelto.

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La pasta cacio e pepe fa parte di quei piatti della tradizione “povera” che non tramonteranno mai. Non a caso molti chef si rifanno a questi piatti, cercando di “osare” ma senza dissacrare la ricetta originale.

Gli spaghetti cacio e pepe sono un must nel Lazio ma non solo. Il gusto forte e inconfondibile del pecorino romano, si unisce al profumo e all’aroma del pepe appena macinato.

Inconfondibile, per questa ricetta, è la cremina che si forma e che da sapore al piatto.

Ci sono due filosofie di preparazione della pasta cacio e pepe e di questa crema: chi preferisce sciogliere il pecorino con acqua di cottura in una ciotola e versarla poi sulla pasta, chi, come me, preferisce portare la pasta a metà cottura e finirla in una padella, amalgamando i sapori mantecando direttamente in padella. Continue reading

Rigatoni di Kamut® Verrigni al ragù di polpo

Grazie alla nostra amica e fedelissima ambassador Monica Bergomi del blog La Luna sul Cucchiaio per questa magnifica ricetta e per averci scelto.

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Per questa ricetta ho utilizzato pasta di Kamut Bio formato rigatoni VERRIGNI trafilata al bronzo.

Verrigni vanta una lunga tradizione nel campo del biologico; la produzione di pasta biologica infatti inizia negli anni Settanta quando soltanto in alcuni mercati esteri si presta attenzione affinchè le materie prime corrispondano alle esigenze di una dieta che prediliga semole di grano duro, farro, Kamut biologico, coltivato cioè senza concimi chimici, diserbanti, pesticidi ed anticrittogamici. Tali materie prime forniscono all’organismo sostanze naturali indispensabili per una corretta ed equilibrata alimentazione, specie nella linea integrale.

L’essiccazione, sempre a bassa temperatura con conseguenti lunghi tempi di preparazione, contribuisce a non alterare le caratteristiche naturali dei grani evitando che si inneschino meccanismi di trasformazione dell’amido che sono antitetici alla filosofia salutista del mondo biologico ma anche degli appassionati della buona cucina.

Ho inoltre utilizzato i pomodori pelati varietà pera d’Abruzzo dell’azienda agricola Belfiore coltivati e conservati artigianalmente che insieme a Verrigni e ad altre eccellenze abruzzesi legate da caratteristiche assolutamente sinergiche di grande materia prima lavorata con altissima professionalità vengono commercializzate in co-marchio Verrigni nella propria rete vendita.

Tutte le info.: www.verrigni.com

Pasta al Kamut con ragù di polpo Continue reading

Spaghetto al volo Verrigni con crema di zucchine e sgombro marinato

Grazie alla nostra ambssador Monica Bergomi del blog LA LUNA SUL CUCCHIAIO per questa meravigliosa ricetta con il nostra Speghetto al Volo.


La pasta è qualcosa che scorre nelle nostre vene, un cibo che ci accompagna, ci sostiene, a cui attribuiamo simboli e ricordi che sfamano la nostra memoria oltre che il nostro desiderio di sazietà. Non c’è film o immagine che meglio possa rappresentare il cibo italiano che quella di una pignatta sul fuoco, dei pomodori sul tavolo con l’immancabile treccia d’aglio appesa.

Erroneamente si crede che la pasta debba essere cotta, se però ci pensiamo bene la pasta viene immersa in acqua e grazie al calore di quest’ultima da secca si ammorbidisce reidratandosi. Per questo processo non è quindi necessario che l’acqua sia in continua ebollizione ma passati un paio di minuti è possibile abbassare al minimo l’acqua o, meglio ancora, togliere dal fuoco la pentola come insegna il buon Maestro Gualtiero Marchesi. Come succede nella cottura di un pezzo di carne o di una verdura, si sigilla a fiamma vivace e si porta a cottura a fiamma dolce.

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Verrigni partner del Master della Cucina Italiana

Si è conclusa lo scorso 16 giugno a Creazzo l’edizione 2017 del Master della Cucina Italia con la consueta e suggestiva cerimonia di chiusura che ha visto protagonisti non solo i 16 ragazzi (14 ragazzi e 2 ragazze) aspiranti e futuri chef ma sopratutto la vera eccellenza della cucina italiana.

Il Comitato Scientifico ha scelto un grande professionista, Alfonso Iaccarino del famoso ristorante pluristellato “Don Alfonso 1890” di Sant’Agata sui Due Golfi (NA), per la Lectio Magistralis “Quando il Cibo è Vita”; un esempio di vocazione, talento e grandissima esperienza per la ristorazione di qualità.

Nel suo intervento lo chef Iaccarino ha ripercorso alcune tappe salienti della sua storia di successo, costellata di tante scelte controcorrente:da quella di dedicarsi esclusivamente, con la moglie Livia, al ristorante Don Alfonso 1890 a quella di creare, negli anni 90, una propria azienda agricola biologica e privilegiare sempre le materie prime del territorio, valorizzando quelle produzioni che rispettano i processi naturali, la biodiversità e il lavoro dell’uomo.

L’importante è essere tenaci nel perseguire i propri sogni dice lo chef aggiungendo:

“L’uomo è fortunato quando riesce a fare ciò che ama. Io questo lavoro me lo sono scelto, me lo sono creato e ho combattuto per farlo al meglio”

E poi, ancora, l’attenzione alla natura e alla biodiversità

“Voi che sarete i futuri cuochi dovete trasmettere il valore delle piccole produzioni, della ricerca del genuino”.

Una ricerca, quella della cucina della salute, fondamentale nel percorso di Iaccarino e per il comitato scientifico del Master che seleziona con particolare attenzione le materie prime e i produttori partner tra cui ci siamo anche noi: Verrigni; onorati di essere presenti in un contesto così importante di formazione e sopratutto felici di far conoscere un prodotto davvero  artigianale e di grande qualità come la nostra pasta fatta con grano esclusivamente italiano.

TRE VOLTE PACCHERO VERRIGNI Master della Cucina Italiana 2017

Tutti i membri del comitato scientifico: Sergio Rebecca (presidente di Esac Spa), Massimiliano Alajmo (chef 3 Stelle Michelin), Mauro Defendente Febbrari (medico e nutrizionista) e Raffaele Alajmo (CEO di Alajmo Spa) hanno dato messaggi/consigli differenti ai ragazzi giunti alla fine del percorso di formazione ma sono stati unanimi nel affermare che:

“Questa scuola è nata per essere piccola, agile, senza condizionamenti. Il nostro obiettivo non è indottrinare i ragazzi ma far conoscere loro personalità diverse e libere, perché loro stessi acquisiscano quell’apertura mentale che rende liberi di scegliere e consapevoli del proprio futuro”.

Questo è quanto si chiede agli allievi del Master della cucina Italiana, che ora porteranno questi stimoli nel loro percorso professionale.

 

Il Master della Cucina Italiana è il più ambito percorso di alta formazione culinaria a livello nazionale. Un vero e proprio punto di riferimento per i giovani che desiderano intraprendere la carriera di chef e per i ristoranti d’eccellenza alla ricerca di giovani professionisti dotati di grande competenza ed esperienza nel settore. Un percorso formativo di alta specializzazione, con la partecipazione dei migliori chef, professionisti di gastronomia, pasticceria e sommellerie. Il Master è diviso in due fasi: una prima fase residenziale della durata di 5 mesi, in cui gli studenti frequentano lezioni sia teoriche che pratiche; una seconda fase pratica in cui agli studenti hanno la possibilità di svolgere almeno 4 mesi di tirocinio in un prestigioso ristorante italiano. Il master vanta un primato assoluto: ben il 95% dei giovani chef entra nelle cucine dei migliori ristoranti stellati, sia italiani che internazionali.

Contemporaneamente alla chiusura dell’edizione 2017, si aprono ufficialmente le iscrizioni al Master della Cucina Italiana 2018, che prenderà il via il 15 gennaio e sarà ancora riservato ad un massimo di 20 allievi. Nelle prossime settimane si raccoglieranno le candidature, che poi saranno sottoposte ad una attenta selezione, al termine della quale verrà creata una nuova, promettente, “brigata di allievi”, pronta per affrontare questo impegnativo percorso nell’alta formazione.

Info sull’edizione 2018 in questo link www.mastercucinaitaliana.it

“Soqquadro” Verrigni Cacio e Pepe con pecorino di Atri e Liquirizia by Gianni Dezio

Italo Venezuelano dopo aver vissuto per anni a metà tra la sua amata Atri e Calabozo, non ha resistito al fascino del Bel Paese e alla fine ha scelto di restare proprio dove è cresciuto e dove sono le sue radici. Giovane e di grande talento dopo la laurea in Scienze del turismo, si è fatto le ossa prima nel ristorante materno vicino Caracas poi, per un paio d’anni, in un hotel dal sapore più internazionale ma che dopo un po ha cominciato a stargli stretto.

“È stato allora che ho sentito il bisogno di compiere un salto di qualità, potevo andare ad Alma o da Niko e ho scelto l’Abruzzo. Mi ha segnato tantissimo, a cominciare dal pane, che in Venezuela è secondario. Soprattutto mi ha trasmesso concetti e riflessività, più che tecniche specifiche; che un dolce deve pulire, per esempio, o che il menu deve partire dall’amaro o dall’acido. Tutto il senso dell’adesione a un territorio”

La sua cucina racconta i sapori della tradizione e l’anima di un territorio, innovando con genialità piatti dagli ingredienti popolari, ma dall’elevata qualità. Il suo ristorante ad Atri TOSTO dall’atmosfera intima e informale è il suo rifugio, il posto giusto dove potersi abbandonare ai sapori di una cucina autentica, semplice ed elaborata allo stesso tempo; un luogo dove riscoprire quei prodotti locali che a volte si tende a sottovalutare ma che rappresentano un tesoro prezioso di cui una regione come l’Abruzzo è davvero molto ricca. Gianni Dezio è senza alcun dubbio uno tra gli chef più talentuosi d’Abruzzo che ha puntato tutto sulla qualità e sul territorio. E proprio per rilanciare il territorio abruzzese, i suoi talenti e le sue eccellenze che, dallo scorso lunedì 27 marzo su Rete8, canale 10 del digitale terrestre, sono in onda le nuove puntate di “Chef in cucina“. Protagonisti saranno 6 famosi chef abruzzesi e la pasta Verrigni con i suoi formati speciali con i quali ciascun chef realizzerà 5 diverse ricette. A condurre ogni puntata la bellissima e bravissima Jennifer Di Vincenzo. Continue reading

Frittelle di Spaghetti Verrigni con miele allo zafferano

Grazie alla nostra cara Monica Bergomi per questa buonissima ricetta.

http://www.lalunasulcucchiaio.it/

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Non ci sono dubbi: la pasta batte ogni altra pietanza per presenza sulle nostre tavole, ogni anno gli italiani ne mangiano poco meno di 26 chili a testa: tre volte più degli americani e cinque volte più di tedeschi e spagnoli.

I famosi spaghetti con la pummarola ci contraddistinguono in ogni angolo del pianeta.

Di certo questo cibo si può considerare un’ottima soluzione anche contro lo stress, il famoso comfort food per eccellenza che riesce a mettere di buonumore.

Inoltre la pasta contiene vitamine del gruppo B: soprattutto la B1 è fondamentale per il corretto funzionamento del sistema nervoso.

Senza dimenticare, a questo proposito, che dall’amido della pasta si libera  glucosio, che favorisce la sintesi della serotonina, il neurotrasmettitore che ci fa provare una sensazione di benessere.

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VERRIGNI AL TASTE 12 DI FIRENZE CON IL GRANO ITALIANO, BIOLOGICO E BIODINAMICO

 Dall’11 al 13 marzo saremo alla stazione Leopolda di Firenze stand B 14 per la dodicesima edizione di Taste,  un appuntamento unico ed esclusivo per selezione, qualità ed eleganza dei contenuti.
Quest’anno oltre ai formati trafilati in oro e ai nuovi “quadrati” (pennotta, maquadro e qubetto) che hanno reso ancora più vasto e originale il panorama Verrigni, l’attenzione dell’azienda torna in modo efficace sulla materia prima biologica e biodinamica.
Di ritorno dal Biofach di Norimberga, dove la gamma farro, Senatore Cappelli, Kamut e Demeter ( da agricoltura biodinamica) hanno riscosso notevole successo, Verrigni ancora una volta guarda attentamente alla salubrità del buon cibo quanto alla sua bontà.
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Dieci anni fa iniziava la “battaglia” del grano duro italiano del quale ora tutti parlano, finalmente… oggi emerge  la consapevolezza che un’agricoltura più sana fa bene e che bio significa salute.
Ciò che mangiamo rappresenta un investimento nel nostro futuro, per questo al Taste anche la linea biologica va raccontata, spiegata  e proposta per rassicurare il consumatore sull’importanza di selezionare prodotti realizzati con ottime materie prime, frutto di un lavoro attento e consapevole,  possibilimente a chilometro zero.
Proprio quest ultimo concetto è alla base del progetto “LA PASTA DEL TRATTURO“, che vede grano pugliese Cappelli pastificato da Verrigni garantendo la totale tracciabilità sulle orme delle greggi che, durante la transumanza, collegavano queste due regioni vocate alla produzione di grano, alla pastorizia e alla pastificazione.
Insieme alla pasta  Verrigni i  “non solo pasta”  – prodotti per lo più abruzzesi selezionati dall’azienda con competenza ed attenzione – e  la pasta  Verrigni Valentini  che prosegue il suo corso nel sostegno dell’agricoltura abruzzese ed italiana per un vero made in Italy di qualità.  Da fine marzo la nuova produzione frutto della trebbiatura 2016.
Vi aspettiamo!

Spaghettoro Verrigni, aglio, olio, prezzemolo, anemoni di mare e un sorso di sake

 

Grazie allo Chef Antonio Bufi e al sito di Identità Golose per questa ricetta

(http://www.identitagolose.it/sito/it/167/15956/ricette-dautore/spaghetto-anemoni-e-sake.html?p=0)

L’idea dietro a questo piatto va di pari passo con la nostra idea di rivalutazione del territorio in cui operiamo, la Puglia, soprattutto quella che ha a che fare con l’utilizzo di ingredienti poverissimi e dimenticati, lontani dalle preparazioni mainstream, che tanto hanno contribuito a creare l’iconografia della nostra gastronomia. Abbiamo utilizzato un ingrediente comune tra la gente di mare e i pescatori ma ahimè dimenticato altrove: gli anemoni!

Nel leccese, soprattutto, venivano passati in farina e uovo e poi fritti. Noi facciamo una comunissima aglio olio e prezzemolo, nella quale facciamo finire di cuocere lo spaghetto che poi mantechiamo con gli anemoni e alla fine un goccio di sake Honjozo-shu che rende il sapore più rotondo e conferisce un’evoluzione all’assaggio. Mi piace molto utilizzare questo formato di pasta perché ha una struttura straordinaria, frutto di una trafilatura lentissima e dei grani utilizzati: la sua rugosità permette alla salsa di avvolgere tutto lo spaghetto, lasciando una sensazione di lussuria sulle labbra e al palato.

Spaghettoro Verrigni, aglio, olio, prezzemolo, anemoni di mare e un sorso di sake

Ricetta per 4 persone

Ingredienti
320 g Spaghettoro Verrigni
100 g anemoni di mare
150 g brodo di pesce precedentemente preparato (di cicale è l’ideale)
15 g succo di limone
pepe, olio, prezzemolo, pecorino romano a piacere

Antonio Bufi in un intenso primo piano di Danilo Giaffreda (Il Ventre dell'Architetto)

Antonio Bufi in un intenso primo piano di Danilo Giaffreda (Il Ventre dell’Architetto)

Procedimento
Staccare delicatamente gli anemoni dallo scoglio con una palettina o un coltellino (usare i guanti, sono urticanti!). Eliminare i tentacoli sotto l’acqua corrente e lasciarli spurgare. Frullare con 100 grammi di brodo di pesce freddo, olio, prezzemolo, pepe a piacere e il succo di limone.Intanto cuocere lo Spaghettoro in acqua bollente e salata per 7 minuti. In una padella, preparare un fondo con olio, uno spicchio di aglio intero, prezzemolo tagliato a julienne, lasciar rosolare leggermente e aggiungere i 50 grammi di brodo rimanenti. Emulsionare sulla fiamma e intanto scolare gli spaghetti e lasciarli cuocere per altri 5 minuti nell’emulsione così preparata. Lontano dal fuoco, saltare con la crema di anemoni e del pecorino romano.

Servire versando un goccio di sake nel piatto e lasciar mantecare direttamente dal commensale.

PROOF FOOD HONG KONG -Speghetti Verrigni with Bottarga

Menzione speciale dal sito web PROOF FOOD HONG KONG

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While bottarga – a Southern Italian delicacy made from salt-cured, air-dried grey mullet or tuna roe – may not be the most common ingredient to work with, it could be one of the easiest! Sold whole or grated, like this delicious example from Profood supplier Stefano Rocca, bottarga has an intense umami flavour and aroma that’s similar to anchovies, but slightly less salty, and with a silkier texture. The easiest way to showcase bottarga’s unique flavour is to mix it with garlic and breadcrumbs and add to pasta for an extremely quick and easy lunch dish.

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